Villa Tittoni, Desio

Parco

Quando nel Settecento l’architetto Piermarini fu incaricato di progettare Villa Cusani Tittoni Traversi (leggi la storia della villa), ne curò anche il giardino, in stretta collaborazione con il botanico Luigi Villoresi. Dal 1793, viene creato uno spazio che imita artificialmente la naturalità del paesaggio: diventa, infatti, uno dei primi esempi italiani di giardino paesaggistico “all’inglese”, che combina la coltivazione floreale, gli alberi d’alto fusto, la maggior parte dei quali da frutto (soprattutto vite), e edifici carichi di valenze culturali, quali il tempietto d’Imene, il Caffehaus, la grotta del Tasso, il finto rudere di torrione medioevale. Il parco rimase immutato fino al 1828 quando, con il passaggio di proprietà dai Cusani, il giardino venne affidato alle cure di Giovanni Casoretti, che lo rese uno dei giardini più rinomati e visitati della Lombardia ottocentesca.

Casoretti, valente botanico, è molto sollecito nella ricerca di piante rare da tutto il mondo e sviluppa una notevole capacità nel far acclimatare e moltiplicare in particolare azalee, camelie, magnolie, peonie, pelargonj verbene  e rose. Casoretti si appassionò soprattutto alla genetica delle camelie, e dedicò la sua Camelia Japonica Traversi, a chi sosteneva le sue ricerche.
Oggi l’ambiente del parco è ridimensionato ma passeggiando tra i sentieri si respira intatto il fascino dell’epoca, celebrato dai viaggiatori romantici. Immaginiamo il compositore Vincenzo Bellini o lo scrittore Henri Beyle – alias Stendhal – che qui furono ospiti ai primi dell’800,  incamminarsi tra gli oltre 700 esemplari arborei! Non solo verde, ma anche costruzioni: nel parco  si trovano la suggestiva torre del Palagi, oggi di proprietà privata, e il monumento funebre Traversi progettato da Luca Beltrami e, proprio al centro del parco di Villa Tittoni, si scopre il fascino intatto della magnifica fontana con la statua di Nettuno.

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